A CONVERSATION WITH GIO

La tua filosofia è pervasa di una conoscenza trasversale di tutte le forme d’arte, come un melting pot di culture che incontri nei tuoi viaggi e nelle esperienze che porti all’interno del tuo lavoro. Ad ogni modo, se dovessi scegliere quello più significativo, quale sarebbe il tuo viaggio più importante?

Quando sei giovane e hai poca esperienza pensi di avere già fatto tuo uno stile e di comprendere l’approccio creativo. Hai già tutte le verità.

Il viaggio che mi ha cambiato è stato quello che mi ha fatto comprendere che non avevo ancora nulla in mano, quello che mi ha fatto diventare un foglio bianco in grado di ascoltare.

Ero a Tokio e ho cominciato ad assorbire una cultura diversa, a cogliere l’essenza della forma, la ricerca maniacale dell’intarsio, a percepire lo spessore culturale del posto, ad entrare nella storia degli oggetti, a vivere ritualità e colori.

Ho piano piano imparato ad interpretare e a comprendere la profonda cultura grafica della scrittura, del decoro del ricamo. Mi si è aperto un mondo che ho trovato nella storia di quei luoghi.

E’ stato un percorso che mi ha fatto appassionare al tatuaggio tradizionale che ho visto realizzare da famiglie centenarie che tramandano quest’arte.

Da li ogni viaggio ed ogni posto mi hanno aperto a culture diverse ma lo stesso spessore di esperienze, da Doha a Shanghai a Parigi all’Italia in ogni suo luogo; da lì ho cominciato a portare con me profumi sapori forme ed esperienze che mutano in continuazione il mio approccio alle cose.”

È evidente nei tuoi progetti l’importanza delle arti performative, come la Musica o il Cinema. Quale ritieni sia la più adatta ad esprimere i contenuti emozionali della Maison GIOPAGANI?

Sono cresciuto ascoltando musica, affascinato da un rock forte che ha cantato di eroi disillusi di tutti i giorni che hanno costruito piano piano il loro sogno. Una generazione per cui la musica era il mezzo più veloce per viaggiare. Per rompere le barriere, per aprire mente e fantasia. Ascoltavo per immaginare, per guardare al di là delle parole.

Quindi se devo sceglier tra musica e video… Sempre musica! La musica e le parole ti fanno interpretare e immaginare. Ti lasciano essere regista del tuo pensiero. Così ancora oggi se la radio passa Jungle Land o Comfortably Numb, il pensiero vola.

Spesso gli stessi testi di quelle canzoni che mi segnano o mi hanno segnato diventano istallazioni sulle pareti. Come diceva un famoso attore italiano: “Le parole sono importanti!”

Capita ad ognuno di noi di ascoltare un pezzo che ti trasmetta una scossa alla spina dorsale o come diceva un cantante a me caro “that rips the bones from your back”. Questo è ciò che cerco in ogni cosa.

Affermi spesso che l’Arte è un’enorme fonte di ispirazione e che influenza molto il tuo processo creativo. Cos’è per te l’Arte e come la vivi?

Vivo da sempre l’arte con estremo rispetto, è un universo infinito che mai riuscirai a cogliere a pieno. Insegna dogmi e stili in ogni ambito estetico, che sia figurativo o concettuale.

Ogni momento storico ha creato e raccontato storie diverse che mi affascinano, a volte mi immergo in tematiche che mi restano dentro, affascinato ad esempio dalla figura femminile, dal ritratto trasognato di un impalpabile Danae fino alla contemporanea durezza di uno scatto di Olaf. Arte astratta, figurativa, iperrealistica passando per la pop-art. Dissacrante momento che ha stravolto e sovvertito infinite dinamiche.

In tutto questo viaggiare devo conoscere l’artista e la sua vita, devo cercare di capire il suo perché. Queste emozioni vanno sempre ad arricchire un percorso creativo personale in perenne evoluzione, probabilmente incapace di fermarsi ad un solo linguaggio.

Poi un giorno succede che dopo tutto quello che hai visto o pensi di sapere ti trovi a Houston nella Rothko Chapel e seduto li, ti rendi conto di ascoltare un’opera comprendendo che fino a quel momento non avevi capito ancora cosa fosse il colore e l’infinito.

GIOPAGANI Couture si ispira al mondo della moda. Un sistema in costante movimento e in continua evoluzione. In questo flusso dinamico, qual è il momento che più ha caratterizzato la tua vita creativa?

La moda ritrae l’istantanea della nostra vita, del nostro stile, ci cambia, ci evolve e ci comunica. Non può esistere processo creativo che non tenga conto di questo mondo.

Vivo dei suoi colori, della sua materia, della sua comunicazione, della ricerca che c’è dietro ad ogni singola collezione, senza subire un’influenza specifica ma di volta in volta affascinato da guizzi diversi.

Se dovessi segnare un momento direi Tom Ford che presenta nel ‘95 la prima collezione Gucci nella quale rivoluziona la figura del Creative Director. Ecco che lo stile si fonde con la comunicazione e l’arte fotografica chiamando vicino a sé Roitfeld, Testino, Avedon, Meisel, Newton per comunicare una rivoluzione stilistica e concettuale che ha cambiato il mondo della moda. Sensualità ed eleganza rivoluzionano il modo di pensare e comunicare il design. Come dice il mio socio ci sono cose che non si discutono e questa è una di quelle.

Mi paragono spesso ad un sarto, colui che entrando a fondo nella cultura del cliente, cerca di interpretarlo al meglio ed è in grado di cucirgli addosso un abito capace di rappresentarlo in maniera eccelsa. Progettare senza conoscere, comprendere ed interpretare trovo sia un esercizio di stile fine a sé stesso.


E se fossi un poema, quale saresti?

I Fiori Del Male. In una delle mie capsule ho citato l’opera che più ho amato e che mi ha segnato. Chiamati poeti maledetti perché non riuscivano a rientrare in uno stereotipo di vita prestabilito. Hanno raccontato di un viaggio senza fine dove l’eterno partire è giustificato perché mai sapremo dove arriveremo.

Forse in quest’opera vedo una vita cantata che ho ascoltato in molte canzoni che mi appartengono. Forse perché un animo indomito è sempre alla ricerca di ciò che lo fa sognare.

Così mi succede ad ogni progetto, ad ogni sfida che porta la nostra creatività a lasciare qualcosa che resti, e questo è un processo senza fine. Il viaggio mi porta esperienze ed emozioni sempre diverse che mi cambiano e mi fanno crescere, al tempo stesso ogni progetto è un viaggio che sarà unico.

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